C'era una volta...Anticamente le famiglie vollesi avevano, quasi tutte, un soprannome: "E CHIUOVE", " E PISTUNE", " E NUNN AGGIO CHE FFÀ", " E SCIUMME ", " E CAPACIELLE" e cosi' via, queste denominazioni erano riferite a difetti o pregi del capofamiglia. Le famiglie abitavano nelle varie zone del paese. Una di queste era, ed è ancora oggi, "TAVERNA NOCE" cosi' chiamata perché, anticamente, vi era una taverna con un noce, corrisponde all'attuale via Roma; vi abitavano " E SCIUMME". Vi era la zona della "TORRETTA", così denominata perché vi era una vecchia torretta; vi abitavano " E CHIANOVE", e corrisponde alla attuale via Rossi, all'altezza della sede del Banco Di Napoli. Al "FORNO NUOVO", così denominato perché avevano co-struito un nuovo forno di uso comune, vi abitavano " E MANGIARELLE" e coincide con l'odierno parco Palladino di via Filichito. Nell'anno 1952 questa zona prese il nome di " NCOPPA 'A FUNTANA", quando, cioè, i sansebastianesi, per tenere buoni i vollesi che chiedevano l'autonomia, fecero costru-ire la prima fontana pubblica (dove oggi vive "VICIENZO 'E CARO E AMARO"). " MONTEOLIVETO PICCOLO", attualmente via Emanuele, era un podere di 200 moggi di terreno, di proprietà dei signori Cambardelli, questi venivano ogni estate a Volla a trascorrere le vacanze. Questa zona era così chiamata per distinguerla dall'altra "MONTEOLIVETO GRANDE ", la masseria di Via De Carolis, di 250 moggi di terreno, appartenente ai signori De Carolis¸ in questa masseria abitavano " E COPPOLA JANCA" e altre famiglie. Nelle varie zone le famiglie avevano in comune un forno, un lavatoio, un servizio igienico con gabinetto "alla turca", l'aia, la cantina e, in alcuni posti, anche un torchio. Ed era proprio usando questi beni comuni che si socializzava. Le donne si ritrovavano quando infornavano, facevano il bucato o quando andavano di buon mattino a versare le urine notturne. Gli uomini socializzavano quando sull'aia battevano tutti insieme il granoturco e l'orzo, si vendemmiava o si svolgeva altro lavoro. Le famiglie, quasi tutte contadine, avevano l'usanza di aiutarsi nel lavoro e di passarsi gli attrezzi della campagna o gli utensili di casa. Per trascorrere il tempo in divertimento gli uomini si incon-travano nelle osterie. "PETRUCCIO" così denominata perché non vi era la strada asfaltata, ma una strada battuta, piena di pietre. Nelle immediate vicinanze di questa zona ve n'è un'altra che viene ancora chiamata Cappella Curcio perché vi era una "VECCHIA CAPPELLA" appartenente alla famiglia Curcio. Tali loca-lità corrispondono all'attuale Via Montanino e Via Filichito. Vi erano le località "TAMBURRIELLO" e "LUFRANO". Il nome di quest'ultima località deriva da Michele LOFRANO che in quella zona edificò una abitazione. Altra località notevole era "ABBASCIO ADDÒ PINTO" così detta perché vi abitavano " E PINTE", proprietari di una delle più antiche taverne di Volla.
|